Domenico di Palo

MARIA MARCONE


Un percorso emblematico, quello di Domenico di Palo, pugliese di Trani, professore di liceo pubblicista poeta, uomo d’impegno politico negli anni caldi della grande illusione, poi ripiegato sul “privato”, infine arretrato su un lucido intelligente binario di autoironia un po’ malinconica e di caustica satira che coinvolge praticamente tutta la società costituita: tali e quali l’uomo e il poeta, configurandosi qui la poesia come ricerca immediata di comunicazione, come condensato del vissuto, così essenziale e concisa, così priva di retorica, così aderente al flusso naturale di pensiero sentimento e percezione da risultare fluida e piana, godibile senza intermediari neanche di metafore – consueto paravento di chi fa poesia e vuol dire e non dire e lascia al lettore il compito, a volte arduo, di arrivare al nocciolo. Qui il nocciolo è spiattellato col più crudo disarmante realismo: non possibilità di equivoci e fraintendimenti; eppure non si può negare il godimento di un flusso poetico di presa immediata, il gusto sottile di penetrare via via nella storia di altro, uomo innanzitutto, cioè creatura umana, come tutti gli altri, senza iattanze né millantati crediti, sic et simpliciter come l’indole le circostanze la storia l’hanno fatto. Una voce, quella di Domenico di Palo, tutta da gustare. E da meditarci su, con tutta serietà. La presente raccolta è impreziosita da alcuni disegni originali di Ivo Scaringi, grosso pittore, anche lui di Trani, ivi residente e operante; sua è anche la copertina. Questi disegni non hanno si può dire bisogno di commento, tanto sono significativi e penetranti nel loro riuscitissimo tentativo di interpretare alcuni versi del nostro di Palo; comunque mi si consenta da non addetta ai lavori di esprimere la mia incondizionata ammirazione per il segno essenziale e inconfondibilmente preciso, a cominciare dalla copertina che vuole dare un allusivo sguardo d’insieme a tutta la raccolta, molto varia per toni stagioni e amori, e poi negli altri sette disegni tutti ispirati a versi specifici, di esemplare espressività e concisa causticità o pietà umana.

Maria Marcone

 

* Prefazione a “La bella sorte e altri versi”, La Vallisa, Bari, gennaio 1985.

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